IL CLUB DEI PARENTICIDI di AMBROSE BIERCE @ Mattioli1885

“Una mattina di giugno del 1872, all’alba, uccisi mio padre…” Un club, per l’appunto, in cui il denominatore comune dei quattro racconti è la voluttà d’aver fatto fuori i propri famigliari. Quanto di più corrosivo, quindi, tra umor nero, provocazione e cinismo, a proposito del tanto celebrato “focolare domestico”, all’ombra del quale anche ai nostri giorni sembrano covare le braci di odi e d’insofferenze inestinguibili. Si uccide con gusto, impassibilità ed efferatezza, in questi racconti, padri e madri, ma anche zii, cinesi, cani, bambini e passanti: in un certo senso possiamo dire che Ambrose Bierce ‘The Bitter’, con i suoi omicidi, preannuncia il surrealismo degli altrettanto implacabili Delitti esemplari di Max Aub.

Ambrose Gwinnett Bierce (1842-1913) è stato uno scrittore, giornalista e aforista statunitense, tra i più noti della San Francisco a cavallo tra il 1850 e i primi anni del XX secolo. Anche se deve la sua fortuna letteraria all’opera Dizionario del Diavolo, i suoi racconti sono considerati tra i migliori del XIX secolo, in particolare quelli di guerra. Quelli fantastici invece, anticiparono lo stile del grottesco che sarebbe diventato un vero e proprio genere letterario nel XX secolo.

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*