Aggiornamento del 08/01/03

 

   

 

Rieccoci qui per descrivere le ultime prove effettuate ed i risultati ottenuti.

Innanzi tutto siamo riusciti a risolvere i problemi di misurazione della corrente d'uscita del MEG.
Il problema stava proprio nelle sonde che sono state sostituite o ritarate.
Posso confermare che il valore della corrente era quello misurato effettivamente dal tester ma, purtroppo, il segnale era sfasato di 90 gradi rispetto alla tensione e questo fa crollare tutti i valori di potenza calcolati (cos 90=0). La potenza attiva e' quindi quasi uguale a 0 mentre tutta la potenza è solamente reattiva (COP<1).
Abbiamo cosi' abbandonato l'idea di usare i varistori come carichi variabili poiché sfasano il segnale comportandosi inizialmente come dei condensatori fino a raggiungimento della tensione di lavoro (a differenza del sito di Jnaudin che affermava che si potevano anche usare dei MOV).
Cercheremo ora di procurarci delle resistenze al carbonio (difficili da trovare poiché non più utilizzate e sostituite da quelle a film di carbonio e attualmente da me trovate solo in America) e modificarle tramite il circuitino descritto da Jnaudin nel suo sito.


Siamo anche tornati a misurare il MEG tramite delle resistenze da 100K a 2 Watt cercando di migliorare, per quanto possibile, il rendimento.
Logicamente usando delle resistenze non esiste piu' lo sfasamento che ci dava problemi ed, inoltre, ho diviso l'alimentazione del pilotaggio delle bobine d'ingresso con quello di alimentazione del circuito (7,5 V per il circuito - alimentatore variabile da 0-30 Volt per le bobine d'ingresso), riuscendo a calcolare in modo piu' preciso la potenza d'ingresso sul M.E.G.
Rispetto alle misurazioni precedenti sono stati nuovamente sostituiti i FET di pilotaggio passando a dei IRFBC40 che sopportano ben 600V tra drain e source: questo mi ha permesso di migliorare il rendimento anche se presentano una resistenza maggiore rispetto ai BUZ11 o ai IRF640: attualmente si sta pensando di acquistare dei nuovi FET (purtroppo molto costosi) che riescano a supportare oltre 1000V e con una bassa resistenza in modo da poter aumentare la tensione d'ingresso.


Per ultimo sono state fatte svariate prove per riuscire a vedere una qualche differenza se si inserisce o meno il magnete dal nucleo. In questo caso e' stato anche modificato il M.E.G. inserendo altre due bobine nel lato basso del nucleo per aumentare il campo magnetico creato ma anche questa volta non si e' notata alcuna differenza (sono molto curioso di sapere se il famoso Parallel Path sia reale o meno).

Misure M.e.g. modificato con 4 bobine:

Prima di tutto vi mostro come ho modificato il MEG per poter (in teoria) aumentare l'effetto del Parallel Path.
Per comodità ho inserito delle lettere in rosso dove mostrano gli orientamenti del magnete e delle bobine una volta eccitate.(logicamente alternativamente la parte destra e poi quella sinistra).
Anche in questo caso l'inserimento del magnete o il cambio di verso o addirittura la mancanza, non hanno modificato la potenza d'uscita. Le misure sono state comunque prese con l'orientamento che si può vedere nella foto (la barretta in alto nel centro del nucleo che vedete e' della ferrite che ho messo per non lasciare vuoto il nucleo).



Questa volta iniziamo le misure dall'uscita che ricordo e' caricata con una resistenza da 100 K con in serie una di 1K (in modo da leggere bene la corrente e la fase), inoltre la massa questa volta e' stata utilizzata mettendola su uno dei due terminali della bobina d'uscita




Come si può leggere, la tensione misura 1050 Vpp (371 Vef) con una corrente di 11 mApp (3,8 mAef). Con il tester leggo invece una corrente di 3,5 mA con una tensione di 500 V. In questo caso le misure sono differenti poiche' il segnale non essendo sinusoidale le formule adottate per passare al valore efficace, non sono esatte. Comunque in questo caso non e' che ci interessa sapere il vero valore poiche' abbiamo un rendimento basso.

Passiamo ora all'ingresso: la tensione di lavoro l'ho fissata in 24,2 V con una corrente misurata con l'amperometro dell'alimentatore di 160 mA. Ho comunque misurato con l'oscilloscopio la corrente tramite una resistenza di 0,1 Ohm dando come riferimento la corrente misurata sul carico




Come si può notare la corrente oscilla cercando di portarsi al valore di 200 mA (la prima divisione dal centro schermo).
La prossima foto mostrerà l'andamento della tensione ai capi del FET sulle bobina di controllo con sempre lo stesso riferimento della corrente sul carico.


Dalla foto si può notare che il primo spike arriva alla bellezza di ben 600 V ed e' proprio per questo motivo che non ha senso aumentare la tensione d'ingresso poiché il FET andrebbe in saturazione.

Le seguenti due foto mostrano dei particolari della precedente misura con riferimento il Gate del FET sotto misura.






Qui sopra si vede il primo spike a 600 V rispetto al scalino del Gate.




Qui invece si può notare come il Fet cerca di riaprire il circuito con un andamento ad 'onda' portandosi alla tensione d'ingresso (24,2 V).
Per ultima la misura del FET sull'altra bobina.



Per completezza la frequenza di lavoro in questo caso e' di 16 Khz.
Ultima cosa riguardo alle misure precedenti : tutte le forme d'onda sono piu' o meno simili a quelle viste con i varistori, l'unica grossa differenza e' sulla corrente d'ingresso che assomiglia piu' a quella misurata da Jnaudin che a quella misurata ora.



Conclusioni:

Trovo inutile calcolarci in questo caso il rendimento, ho dato invece tutte queste informazioni affinché qualcuno possa dare dei suggerimenti sia per migliorare il controllore, sia per una qualche idea che possa sfruttare il Parallel Path (sempre ammesso che esista!). Spero inoltre che quanto prima si riesca ad avere le resistenze al carbonio da poter modificare e vedere se il rendimento varia.


Penso che ci sia ancora molto da sperimentare prima di dire se il M.E.G. funziona o meno e spero che sul Forum si apra una discussione costruttiva.
Ciao a tutti e a risentirci.

 

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Traduzione dal libro di T.E. Bearden