Veicolo con bio-impianto ad olio di semi

progetto e realizzazione di Carlo Bertocchi
materiali, lavorazioni e consulenze
Luciano Cocci Grifoni, Emidio Rossi, Giovanni Napoli,
Emilio Galanti, Roberto Viani, Alessandro Ficcadenti

www.carlobertocchi.it/olio_disel.htm


Il biodiesel è un carburante che si ricava dalla trasformazione chimica dell'olio e di altri grassi e ha proprieta' simili al gasolio, per cui puo' essere usato nelle moderne auto diesel direttamente senza particolari accorgimenti.

L'uso diretto dell'olio di semi (girasole, colza, mais ecc.) necessita invece di un impianto di trattamento a bordo del veicolo prima di essere immesso nel motore per riuscire a bruciare perfettamente e non incorrere nei problemi legati alla maggiore viscosità rispetto al diesel. In particolare la densita' dell'olio deve essere ridotta da 60 a 5 centistoke altrimenti si potranno avere i seguenti guai:

- depositi carboniosi sul cielo dei pistoni e nelle sedi dei segmenti;
- pellicolazioni e polimerizzazioni nei condotti;
- partenze difficili o impossibili a bassa temperatura;
- rottura pompa ad iniezione per eccesso di densita';
- fumosita' eccessiva per particelle incombuste;
- bassi rendimenti e basse potenze.

Se invece l'olio viene portato alla densita' ottimale il rendimento è praticamente uguale a quello del gasolio e le emissioni sono inferiori e per molti paramentri assenti poiche' non ci sono zolfo, ne' metalli pesanti, ne' additivi chimici, inoltre il bilancio di CO2 e' pari a zero (vedi tabella sottostante).

In fine, e sopra tutto, l'olio di semi non e' causa di guerre.

Tabella comparativa: Gasolio=100% - *meno mutageno e quindi cancerogeno del particolato diesel - ** con kit di preparazione tipo Elsbett o quello qui presente la percentuale cala a parità col diesel

Tabella prodotta da www.progettomeg.it su fonti: Estereco; Comitato Termotecnico Italiano (CTI); Università del Missouri; Università di Müfir (D).


Descrizione dell'impianto

Per raggiungere i migliori risultati questo prototipo e' stato equipaggiato con due diversi dispositivi

il primo e' uno scambiatore termico che innalza la temperatura dell'olio a 85 gradi determinando un primo abbassamento della viscosita'


il secondo dispositivo e' un "reattore" munito di catalizzatore ad ossidi metallici attivato elettricamente che abbassa ulteriormente la viscosita' e il punto di accensione.

dopo questo "trattamento" l'olio di semi viene immesso nel motore a una temperatura ben maggiore di 100° che consente una combustione con ottimi risultati sia in potenza che in consumo che in fumosita'.

Questo lo schema generale:

Considerazioni

Dati gli ottimi risultati raggiunti ci si prepara per uno studio ancora piu' approfondito dei fenomeni legati alla combustione con accurate analisi e misurazioni dei vari parametri nelle varie condizioni in maniera da produrre protocolli, dispositivi e motori perfettamente affidabili e commercializzabili... all'estero perche' in Italia non sono ancora consentiti.

Ovviamente una politica energetica non appiattita sul petrolio potrebbe promuovere la produzione e l' uso dei bio-carburanti con una potenzialita' (in Italia) del 10-12% sul consumo totale di energia.

Ora vi lascio con alcune foto eseguite dal vivo presso la III° Conferenza sulle Nuove Energie tenutasi a Grottammare domenica 24 aprile.

 

Per domande ed approfondimenti: www.carlobertocchi.it