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30 Jul: 30/06 Mollo tutto e parto! @ Feltrinelli
30 Jul: 30/07 Rock this town @ Giancarlo2 (Magazzino di Giancarlo)
30 Jul: 30/07 Wainting for...Miscela Rock Festival
30 Jul: Programma Settimanale Ossigeno 2010
30 Jul: 30/07 L'amore è grande @ Acua

31 Jul: 31/07 Club Beat @ -2 Club
31 Jul: 31/07 Enrico Rava @ Monfortinjazz
31 Jul: Assedio 2010 - Suoni e Visioni dal Forte
31 Jul: 31/07 Battle Royale @ Acua

06 Aug: 6/08 U2 @ Stadio Olimpico
17 Sep: 17-18-19/06 Falksound Festival: il suono della periferia

Veri e propri viaggiatori del tempo, saltano da un’atmosfera all’altra in modo naturale, come se nulla fosse accaduto.
Un progetto completo e ammirevole quasi tutti strumentale che si articola in un doppio cd per un totale di 37 brani che include anche un libretto a colori sul quale troviamo i testi, le illustrazioni originali di Daniele Scerra ed il racconto di Duilio Chiarle (ispirazione per la band per questo terzo lavoro).
Partiamo dal passato (past è infatti il nome del primo cd) muovendoci tra sound celtico e jazz con gocce di elettronica e suoni naturali (come lo scorrere dell’acqua e il rumore di cicale in sottofondo che fa da ponte tra il brano “Seven lost cities� e “Bayside waltz “ .
Pezzi che ci trasportano facendoci viaggiare con l’immaginazione tra le capanne degli indiani d’america fino alla corte del Re Artù fino a rompere il silenzio dello strumentale con “Broken silente� dobe all’hambient soft è unita la dolcezza sinuosa della voce femminile .
Pezzi che sembrano nati per accompagnare le immagini di qualche colossal di qualsiasi ambientazione temporale si tratti.
Rimango sbalordita ascoltando “Rise and fall of the anasazi�: incredibile come riescano ci si rilassi al suono celtico per poi cadere nel rock con tanto di batteria e chitarra elettrica, tornando alla pace con il brano successivo fino ad aprire l’ultima porta che ci conduce alla seconda parte del viaggio.
Un racconto accompagnato dalla musica o la musica accompagnato dal racconto a voi la scelta su come vivere un cd particolare lontano dai canoni del commercio ma assolutamente maturo e con un chiaro marchio di fabbrica.
I The Wimshurst’s Machine nascono appena nel 2003 da due appassionati di computer che danno il via ad un progetto a metà tra l’elettronica e l’acustica, dando vita ad un’unione impossibile tra atmosfere etniche, d’ambiente, rock ed elettroniche.
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Agosto 7th, 2007 alle 19:11
Grazie per la bellissima recensione! Siamo di Torino ed è bello vedersi recensiti su un sito così bello che si occupa della nostra bella cittĂ (perdonatemi il po’ po’ di campanilismo)!