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29 Jul: VENERDI' 30/07 "PEOPLEfromMARS" festa di chiusura

30 Jul: 30/06 Mollo tutto e parto! @ Feltrinelli
30 Jul: 30/07 Rock this town @ Giancarlo2 (Magazzino di Giancarlo)
30 Jul: 30/07 Wainting for...Miscela Rock Festival
30 Jul: Programma Settimanale Ossigeno 2010
30 Jul: 30/07 L'amore è grande @ Acua

31 Jul: 31/07 Club Beat @ -2 Club
31 Jul: 31/07 Enrico Rava @ Monfortinjazz
31 Jul: Assedio 2010 - Suoni e Visioni dal Forte
31 Jul: 31/07 Battle Royale @ Acua

06 Aug: 6/08 U2 @ Stadio Olimpico
17 Sep: 17-18-19/06 Falksound Festival: il suono della periferia

Mentre la grande macchina dell’industria discografica si interroga preoccupata sul futuro della musica registrata e della sua possibilità di essere ancora commercializzata, con scenari possibili francamente assai deprimenti, per fortuna succede ancora che in tutto il mondo migliaia e migliaia di piccole realtà continuino imperterrite a rimanere ostinatamente e romanticamente aggrappate con le unghie e con i denti all’idea della “produzione discografica”, intesa come punto culminante della propria espressione artistica, magari senza il miraggio delle migliaia di copie vendute ma con il fermo proposito di creare un qualcosa di valido che rimanga a testimonianza dei loro sforzi.
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In quest’ottica non si può che applaudire alla determinazione dei SINTOMI DI GIOIA di Luca Grossi, che con questo “Segnalibro” arrivano all’ambito traguardo dall’album, e con risultati tutt’altro che disprezzabili.
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Per chi non avesse la più pallida idea di ciò di cui sto parlando, vi posso dire che la band si muove in un territorio musicale abbastanza crepuscolare, dove i chiaroscuri si inseguono imprevedibili, evocati da partiture complesse, tutt’altro che banali e quasi sempre permeate da sensazioni malinconiche, con un’alternanza insistita di delicate parti arpeggiate e fragorose sezioni elettriche che non possono non far tornare alla mente le cose migliori dei grandi Smashing Pumpkins di Billy Corgan, anche se nel trito gioco del “somigliano a” non si può lasciare fuori il nome dei nostrani Marlene Kuntz e anche in maniera più marginale quello dei grandissimi Tool.
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Molto buona la produzione realizzata in collaborazione con Cristiano Lo Mele dei Perturbazione e soprattutto notevole il lavoro fatto da Luca Grossi, autore di tutte le liriche e appassionato vocalist, per adattare l’italiano dei suoi testi complessi ed assai poetici ad un registro musicale non proprio favorevolissimo alla nostra lingua, con risultati fluidi e quasi del tutto privi di quelle “forzature metriche” così frequenti in campo “indie”.
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In conclusione, penso che quello dei Sintomi di Gioia sia uno sforzo da premiare, cosa che potete fare recandovi nel vostro negozio di dischi preferito dove potrete trovare “Segnalibro” grazie alla capillare distribuzione della Self e, particolare tutt’altro che trascurabile, ad un prezzo veramente modico. E’ abbastanza?
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per info e contatti:
www.myspace.com/sintomidigioia
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