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29 Jul: VENERDI' 30/07 "PEOPLEfromMARS" festa di chiusura

30 Jul: 30/06 Mollo tutto e parto! @ Feltrinelli
30 Jul: 30/07 Rock this town @ Giancarlo2 (Magazzino di Giancarlo)
30 Jul: 30/07 Wainting for...Miscela Rock Festival
30 Jul: Programma Settimanale Ossigeno 2010
30 Jul: 30/07 L'amore è grande @ Acua

31 Jul: 31/07 Club Beat @ -2 Club
31 Jul: 31/07 Enrico Rava @ Monfortinjazz
31 Jul: Assedio 2010 - Suoni e Visioni dal Forte
31 Jul: 31/07 Battle Royale @ Acua

06 Aug: 6/08 U2 @ Stadio Olimpico
17 Sep: 17-18-19/06 Falksound Festival: il suono della periferia

“Torino è una delle capitali culturali d’Italia! Sede di importanti case editrici nazionali come UTET, Bollati e Boringhieri, Einaudi, e della Fiera Internazionale del libro. Torino è la cittĂ del Partito d’Azione, (more…)
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Quando la luce del tramonto scivola via silenziosa da portici e palazzi, la cittĂ cambia d’abito e d’incanto abbandoniamo “cortesie d’ufficioâ€? e sorrisi prestampati ripiegandoli con cura nell’armadio pronti per il giorno successivo e così, (more…)
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Sabato 8 e domenica 9 settembre sono previste le celebrazioni per il 301° anniversario della liberazione di Torino dall’assedio francese del 1706. Il programma delle manifestazioni e’ disponibile nel relativo comunicato stampa.
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Gli uffici Verbali e Cassa della Polizia Municipale rimarranno chiusi al pubblico dal 3 all’8 settembre per essere trasferiti dall’attuale sede di corso XI Febbraio alla nuova sede, in via Bologna 74. Per avere informazioni durante il periodo di chiusura e’ possibile rivolgersi ai recapiti indicati nel comunicato stampa. Gli sportelli riapriranno regolarmente il 10 settembre nella nuova sede.
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Un film di Roland Joffe’.
Con Elisha Cuthbert, Daniel Gillies, Pruitt Taylor Vince, Laz Alonso, Michael Harney, Maggie Damon.
Genere Thriller
- USA, Russia,
2007. Durata 96 minuti circa.
Thriller psicologico claustrofobico e orrorofico ma vacillante nella conclusione
Un uomo e una donna, sconosciuti l’un per l’altro, si risvegliano in una cella comune tenuti sotto ricatto da una misteriosa figura.
di Tirza Bonifazi Tognazzi
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Un serial killer ha preso di mira Jennifer Tree, la modella piu’ in auge di New York. La segue e la riprende con una telecamera prima di rapirla e portarla nella casa delle torture che ha allestito per le sue vittime. Tra le quattro mura spoglie della sua prigione altamente tecnologica Jennifer viene messa a confronto con ogni tipo di paura (la solitudine, il buio, ritrovarsi col suo bel volto corroso dall’acido) finche’ non scopre che nella cella adiacente alla sua e’ incarcerato un altro giovane. L’avere accanto Gary le dara’ coraggio e insieme i due cercheranno di contrastare il terrificante omicida.
Il trionfo dei premi Oscar Urla del silenzio e Mission appare come un lontano ricordo sepolto nei libri di storia del cinema. I flop di Super Mario Bros., La lettera scarlatta e Vatel devono ancora bruciare e nel tentativo di trovare un appiglio per risalire la china Roland Joffe si affida al thriller psicologico sull’ondata del successo di film come Saw - L’enigmista e Hostel.
L’esordio al thriller non lo coglie del tutto impreparato. Grazie alla mente e alla penna di Larry Cohen (Cellular, In linea con l’assassino) confeziona un prodotto claustrofobico, orrorifico e, a tratti, grondante sangue cercando di compiacere gli appassionati del genere. Se la trama funziona nel primo tempo, creando nello spettatore una sensazione di costante pericolo - le torture messe in atto dal mostro incappucciato sono girate da manuale - nel secondo tempo inizia a vacillare e cade miseramente quando vengono esposte la natura e le motivazioni dell’assassino. Non regge neanche la storia d’amore che nasce tra le due vittime (l’ex Kimberly Bauer di 24 Elisha Cuthbert e l’ex fidanzato di Mary Jane Watson, in Spider-Man 2, Daniel Gillies) e anzi viene da sorridere quando, improvvisamente incuranti del pericolo, si uniscono in un amplesso voluto e messo a punto dal killer.
A Torino: Boaro (Ivrea)
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Un inarrestabile succedersi di eventi conditi dall’humor very british alla farsa piu’ sfrenata




(mymonetro: 2,98)
Consigliato: Si’
Regia di Frank Oz.
Con Matthew MacFadyen, Rupert Graves, Peter Dinklage, Daisy Donovan, Alan Tudyk, Kris Marshall, Andy Nyman, Ewen Bremner, Keeley Hawes, Jane Asher, Peter Egan, Peter Vaughan.
Genere Commedia
- Germania, Gran Bretagna, USA,
2007. Durata 90 minuti circa.
Daniel attende l’arrivo della salma del padre nella villa di campagna in cui ancora vive (benche’ sposato) con la madre. Purtroppo il feretro e’ sbagliato e gli uomini delle pompe funebri debbono tornare indietro. E’ soltanto l’inizio di una serie di situazioni comiche che vanno dall’humor very british alla farsa piu’ sfrenata.
A Torino:
- Cinema Fratelli Marx (16:30 - 18:30 - 20:30)
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Un film di Steve Suissa.
Con Ste’phane Freiss, Be’re’nice Bejo, Peter Coyote.
Genere Commedia
- Francia,
2004. Durata 89 minuti circa.
Commedia dolceamara, in equilibrio fra cinema, teatro e vita, che resta irrisolta non riuscendo mai a decollare
Un uomo che non ha mai combinato nulla nella vita decide di raccontare una bugia alla fidanzata che ha una malattia incurabile per farle vivere l’ultimo momento di felicita’.
di Mattia Nicoletti
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Maurice e’ un attore ancora in cerca del ruolo giusto per affermarsi. L’occasione gli si presenta quando un regista ebreo americano (Peter Coyote) in trasferta in Francia vuole assegnargli la parte di Shylock ne “Il mercante di Venezia”. L’arrivo di un attore piu’ affermato toglie perň la possibilita’ a Maurice di dare la sua prova d’attore, e lo costringe anche a darne notizia alla fidanzata Perla, gravemente malata. Avra’ il coraggio di dare il colpo di grazia alla donna amata?
Questa commedia dolceamara, in equilibrio fra cinema, teatro e vita, che si scambiano linfa vicendevolmente, mette in luce nei dettagli il cinismo del mondo cinematografico (il regista che da Hollywood arriva nel vecchio continente e ancor di piu’ in Francia dove il cinema e’ nato), la questione ebraica, l’amicizia delle persone che credono nella sincerita’, e naturalmente, la forza dell’amore. Tutti questi elementi che ruotano intorno al set dove la realta’ e la finzione si confrontano, sono effettivamente troppi da approfondire e cosi’ l’amara ironia sopravvive ma solo in superficie lasciando forse irrisolte alcune situazioni. Infatti se nella prima parte del film, grazie anche all’interpretazione di Peter Coyote nella figura del regista in stile spielberghiano, il tono e i riferimenti sono prettamente ebraici, nella seconda c’e’ un cambio netto nell’affrontare la storia sentimentale e personale del protagonista, spezzando la narrazione.
Per queste ragioni, nonostante gli attori siano all’altezza della situazione, la commedia non decolla, e si perde in una confusione di battute dentro e fuori lo schermo.
A Torino: Cinema Empire
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Alcune Circoscrizioni cittadine hanno predisposto delle graduatorie straordinarie dei nidi d’infanzia per l’anno scolastico 2010/11. Nella pagina informativa dedicata sono a disposizione le indicazioni per fare la richiesta di inserimento in graduatoria e le fasce di eta’ attivate per ogni Circoscrizione. Domande da presentare entro il 15 settembre 2010.
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Sul sito del Centro Interculturale sono disponibili i programmi dei corsi di formazione e degli incontri e convegni relativi al periodo tra settembre 2007 e luglio 2008. E’ possibile effettuare le iscrizioni presso il Centro Interculturale, telefonicamente e anche online, compilando il modulo di iscrizione che si trova al fondo di ogni scheda descrittiva. Si ricorda che tutti i corsi organizzati dal Centro Interculturale sono gratuiti.
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La Citta’ di Torino intende sperimentare una forma di incubazione per il lavoro indipendente per consentire a giovani professionisti creativi delle aree Servizi alle Persone e alle Imprese di verificare e di migliorare le loro capacita’. Tutte le informazioni e l’avviso sono disponibili sul sito del Settore Sviluppo Economico.
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A partire dal 1° settembre 2007 entreranno in vigore le nuove tariffe del trasporto pubblico locale: il costo del biglietto urbano passera’ a 1 euro. Dalla stessa data nascono nuovi documenti di viaggio annuali e mensili dedicati ai bambini fino a 10 anni di eta’ e agli ultrasessantenni. Tutte le informazioni disponibili sul sito GTT.
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Ogni cittĂ ha un suo sottobosco metropolitano, un mondo che molti fingono di ignorare voltando semplicemente lo sguardo o indossando un paio di occhiali da sole, un umano universo notturno fatto di storie di speranze e di silenzi, di rabbia e di solitudini. (more…)
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Questa vita mondana mi sta uccidendo.. sempre in giro per pubbliche relazioni uahauhauha!
In realtĂ sempre in giro per concerti perchĂ© Torino è sempre in movimento no!? (more…)
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Martedì 28 Agosto da Giancarlo ai Murazzi consueto appuntamento con la summer edition della Disco Night curata dalle pazze selezioni dei Mostricci of Sound…Kayne West, Renato Zero, Tiga, Shaggy … sarĂ la notte giusta per i saluti di rientro in cittĂ ?
Apertura delle danze prevista dopo le 23.
Giancarlo, murazzi lato Dx, Torino ingresso libero
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E’ noto da tempo e non sono sicuramente il primo a scriverlo che il mercato musicale (in particolare quello italiano) è in crisi e nessuno sa quale sarĂ il futuro. Incertezza tra supporti, distribuzione e investimenti in promozione. Succede così che tra reunion (Police (more…)
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A partire dal 1 settembre 2007 entreranno in vigore le nuove tariffe del trasporto pubblico locale: il costo del biglietto urbano passera’ a 1 euro. Dalla stessa data nascono (more…)
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A tutti i cittadini che compiono 60 anni nel 2009 la Citta’ di Torino offre una tessera nominativa, con un vademecum illustrativo contenente dei tagliandi, che permettono di accedere, a titolo gratuito o dietro pagamento di una quota simbolica, ad un ventaglio di interessanti opportunita’ culturali, sportive e ricreative.
Disponibili maggiori informazioni alla pagina dedicata.
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Un film di Tony Gatlif.
Con Asia Argento, Amira Casar, Birol Ünel, Alexandra Beaujard, Marco Castoldi, Beata Palya.
Genere Drammatico
- Francia,
2006. Durata 120 minuti circa.
Asia Argento e Birol Unel, un duo sanguigno per la musica visiva del nomade Gatlif
Tony Gatlif torna in Romania. Musica, mistero, terra, personaggi che cercano una stabilita’ e al contempo la fuggono. Questo e’ l’universo cinematografico del regista gitano.
di Giancarlo Zappoli
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Zingarina non e’ una vera gitana quanto piuttosto una ribelle. Arriva in Transilvania alla ricerca di un musicista che l’ha amata e messa incinta. Lo trova per scoprire di essere stata definitivamente abbandonata ma si innamora dei luoghi e di Tchangalo, un tenebroso mercante.
Gatlif torna in Romania (ricordate Gadjo Dilo?), una terra che lo attrae per la vena di mistero e di follia che la percorre. Ancora una volta e’ la musica a fare da motore del suo cinema. Una musica concitata e dolorosa, pronta a fuggire per farsi inseguire come un po’ tutti i personaggi del suo cinema errante, alla ricerca di una stabilita’ da perdere il piu’ presto possibile una volta trovata. Il rischio della ripetivita’ e’ presente ma ciň che ogni volta lascia sorpresi e’ la composizione di uno sguardo che si rinnova a ogni prova. In questo caso grazie anche all’ottima prestazione di Asia Argento grezza e sensibile al contempo e di Birol Unel la cui fisicita’ ricca di sfumature avevamo gia’ imparato ad apprezzare ne La sposa turca.
A Torino: Cinema Romano
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Un film di Michael Moore.
Genere Documentario
- USA,
2006. Durata 120 minuti circa.
Una nuova convincente provocazione di Moore: questa volta in ambito sanitario
Un viaggio documentario attraverso il discusso sistema sanitario americano.
di Giancarlo Zappoli
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Michael Moore colpisce ancora. Questa volta il suo bersaglio e’ il sistema sanitario statunitense che costringe migliaia e migliaia di persone a morte certa perche’ prive di un’assicurazione. Ma questo argomento non e’ che il prologo di Sicko perche’ in un breve arco di tempo l’attenzione si concentra su quelli che invece una copertura assicurativa ce l’hanno ma scoprono che le grandi e piccole societa’ del settore escogitano qualsiasi strategia per evitare di pagare il dovuto.
Moore conosce alla perfezione i meccanismi della denuncia e quando ci mostra persone rispedite a casa (con taxi pagato perň) senza alcuna cura perche’ non in grado di sostenere le spese di ricovero o un uomo che, essendosi tranciato falangi di due dita lavorando, ha dovuto scegliere quali farsi riattaccare e quali non sulla base del prezzo, colpisce il bersaglio. La situazione americana in materia ha superato il limite del sopportabile e l’accusa e’ precisa e circostanziata. Moore perň mostra, ancora piu’ che nei film precedenti, i suoi punti deboli. Non ama il contraddittorio se non per metterlo in ridicolo e in questa occasione ha deciso di escluderlo totalmente. Nessun dirigente delle Societa’ di assicurazione compare nel documentario. Ciň che poi piu’ colpisce e’ l’immagine da Alice nel Paese delle Meraviglie che ci propone delle societa’ canadese, inglese e, in particolare, francese. In quei mondi tutto sembra essere perfetto e idilliaco in materia di assistenza medica. Sappiamo bene che non e’ cosi’ ma Moore non sa resistere alla tentazione di idealizzare rischiando cosi’ in realta’ di indebolire un j’accuse assolutamente fondato.
Quando fa scorrere sullo schermo con la grafica di Star Wars l’elenco delle malattie escluse da copertura assicurativa si ride ma lo si fa con l’amaro in bocca. Quando poi ci mostra i volontari che l’11 settembre 2001 si precipitarono a Ground Zero per aiutare nei soccorsi riportando malattie croniche che nessuno si preoccupa di aiutarli a curare non si ride piu’. Si pensa solo al cinismo e alla retorica della dirigenza di una grande nazione che ‘usa’ i propri veri eroi. Moore risponde a tutto ciň con il grottesco che gli e’ proprio. Subissato come tutti i suoi compatrioti da informazioni tranquillizzanti sul trattamento (anche dal punto di vista medico) dei detenuti di Guantanamo decide di portare i suoi volontari malati nella base americana per garantire loro le cure che l’Amministrazione Bush dichiara di prestare ai membri di Al Qaeda arrestati. Ovviamente non riesce nell’impresa e li fa curare dai medici di Cuba nelle cui farmacie un medicinale che negli States costa 120 dollari puň essere acquistato per 50 centesimi. Questo lo ha fatto mettere sotto inchiesta per espatrio illegale e altre violazioni dell’embargo nei confronti di Cuba. E’ il tipo di clamore che il regista cercava? Forse si’. Forse no. Nonostante le esagerazioni di cui sopra resta perň nello spettatore la sensazione che Moore creda profondamente alla frase di Tocqueville che inserisce nei titoli di coda: ?La grandezza di un Paese si misura sulla sua capacita’ di porre rimedio ai propri errori”.
A Torino: San Lorenzo (Giaveno)
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Un film di Jonathan Kasdan.
Con Adam Brody, Meg Ryan, Kristen Stewart, Olympia Dukakis, Makenzie Vega, Dustin Milligan, Clark Gregg.
Genere Commedia
- USA,
2007. Durata 97 minuti circa.
Una piccola gemma di cinema indipendente sceneggiato e diretto alla perfezione
Uno scrittore lasciato dal suo amore storico va a trovare la nonna nel Michigan e ritrova la vita e l’amore dopo aver conosciuto la sua vicina di casa.
di Tirza Bonifazi Tognazzi
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Il ventiseienne Carter e’ appena stato lasciato da Sophia e, caduto in depressione, decide di allontanarsi momentaneamente da Los Angeles per andare dalla nonna in Michigan e prendersi cura di lei. Il dolore e il senso di perdita verranno alleviati dalla conoscenza di Sarah, la vicina di casa, e della figlia Lucy. Trascinato in un universo al femminile, Carter si trovera’ costretto ad analizzare i suoi sentimenti per Sophia e a fare un percorso di crescita sentimentale.
I personaggi creati dalla penna (e dalla regia) dell’esordiente Jon Kasdan sono sospesi in una leggera bolla di sapone pronta a rompersi al primo colpo di vento. Dietro le loro facciate si nascondono sogni e desideri inespressi, rivalita’, delusioni, fragilita’ e paure.
Le donne del film rappresentano tre diverse generazioni che Carter osserva con lo sguardo attento di aspirante scrittore, pronto a cogliere le varie sfumature dei loro complessi caratteri (la nonna continua a ripetere che sta morendo nonostante l’ottima salute, Sarah e’ divisa tra il sentimento per le figlie e la necessita’ di ritrovare un’identita’ come donna, Lucy vive l’eta’ dei primi amori ed e’ in contrasto con la madre). Allo stesso tempo il personaggio maschile diventa il perno sul quale si sollevano, come su un’altalena bilico, le sorti delle protagoniste femminili. Il suo ruolo e’ di ascoltatore e insieme narratore: offre una spalla sulla quale poggiarsi e trovare conforto (e labbra per baci attesi a lungo), ma contemporaneamente e’ attraverso il suo obiettivo - distaccato e insieme partecipe - che la trama fa il suo corso.
Adam Brody indossa gli abiti di Carter con estrema delicatezza e con la stessa delicatezza entra nelle vite di Olympia Dukakis (la nonna), Meg Ryan (Sarah) e Kristen Stewart (Lucy). Da parte sua Meg Ryan regala al suo personaggio una parvenza algida e occhi fieri pieni di sogni mai realizzati che riflettono la sua anima implosa. La bolla di sapone avvolgera’ le vite dei protagonisti fino alla fine, quando ognuno andra’ incontro al proprio destino.
Il ritratto femminile realizzato da Kasdan e’ nitido e verosimile. Colpisce come sia riuscito a essere trasparente e a trovare una forma narrativa dove il melodramma e’ temperato da personaggi secondari peculiari e divertenti, come la piccola Paige (Makenzie Vega), la figlia minore di Sarah, cosi’ saggia ed emancipata per la sua eta’ infantile. A meta’ tra La mia vita a Garden State e Il calamaro e la balena - per via dell’atmosfera sospesa e del percorso di crescita - Il bacio che aspettavo e’ una piccola gemma di cinema indipendente sceneggiato e diretto alla perfezione.
A Torino: Cinema Baretti
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Un film di Edgar Wright.
Con Simon Pegg, Nick Frost, Jim Broadbent, Timothy Dalton, Paddy Considine, Rafe Spall, Edward Woodward, Billie Whitelaw, Anne Reid.
Genere Comico
- Gran Bretagna,
2007. Durata 121 minuti circa.
Una miscela esplosiva di comico e macabro in un’opera intelligente e calibrata
Piu’ efficiente di qualunque altro poliziotto di Londra, Nicholas Angel detiene un record di arresti inarrivabile, di quattrocento volte superiore a quello dei colleghi. Ma un eccesso di zelo puň risultare irritante.
di Giovanni Idili
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Nicholas Angel e’ sulla carta il fiore all’occhiello delle forze di polizia londinesi, con record di riconoscimenti ufficiali e onorificenze ottenute in servizio. Un impressionante zelo non basta perň all’agente per conquistare la simpatia di colleghi e superiori, che lo considerano un esaltato a causa della propria smodata dedizione al lavoro. Con la scusa di una promozione a sergente, l’agente Angel verra’ cosi’ spedito, suo malgrado, in uno sperduto paesino di campagna a 250 km da Londra. In un posto in cui la missione piu’ rischiosa sembra essere accompagnare a casa gli ubriachi il sabato sera, una serie di morti apparentemente accidentali portera’ il segugio Angel su una pista inquietante. E se la tranquilla cittadina di campagna non fosse poi cosi’ tranquilla?
A volte ritornano: dopo L’alba dei morti dementi, capolavoro horror-comedy ignorato dai morti viventi della distribuzione cinematografica italiana, riecco dall’Inghilterra Edgar Wright, Simon Pegg e la spalla Nick Frost a calcificare la propria posizione come ultimo baluardo genuino occidentale della black comedy (Danny DeVito non ce ne vorra’).
Rivoltando come un calzino lo stereotipo del super agente, Hot Fuzz ottimizza il proprio potenziale attraverso una miscela esplosiva di comico e macabro, innescata da un intreccio iperbolico ricco di trovate dallo spessore tangibile, citazioni e frammenti da situation comedy (a rievocare il passato televisivo degli autori Wright e Pegg). La regia pulita e la presenza di ben dosati effetti di scena, digitali e non, sono in linea con la condotta da produzione intelligente della pellicola, il cui merito principale, come del resto per il predecessore L’alba dei morti dementi, e’ quello di osare proponendo qualcosa di concettualmente moderato, dove il quotidiano puň prendere una brutta piega ma rimane pur sempre tale, con sfighe varie e figuracce colossali comprese nel prezzo. Hot Fuzz conquista il merito alla visione sin dalla tagline sulla locandina, semplicemente perfetta: “Grandi poliziotti. Piccola citta’. Violenza moderata”.
A Torino: Cinema Arlecchino | Cinema Pathe’ Lingotto
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Un film di Cristian Mungiu.
Con Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alex Potocean, Luminita Gheorghiu, Adi Carauleanu.
Genere Drammatico
- Romania,
2007. Durata 113 minuti circa.
Nella Romania prima della caduta di Ceausescu il dramma dell’aborto clandestino
Una ragazza aiuta un’amica ad abortire. Subira’ a sua volta un trauma profondo.
di Giancarlo Zappoli
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano nel dormitorio di una citta’ romena. Siamo negli anni che precedono la caduta del regime di Ceausescu e Gabjta affitta una stanza d’albergo in un hotel di bassa categoria. Ha un motivo preciso: con l’assistenza dell’amica ha deciso di abortire grazie anche all’intervento di un medico che perň rischia l’arresto, essendo l’interruzione procurata della gravidanza un reato. Otilia resta a fianco dell’amica soffrendo intimamente per quanto sta accadendo e scoprendo progressivamente la fragilita’ della sua condizione umana.
Il film di Cristian Mungiu si inserisce nel progetto “Tales from the Golden Age” che intende proporre in piu’ film l’epoca che precede la fine del comunismo in Romania passando attraverso piccole storie individuali. Il regista nato nel 1968 conosce bene la materia che ha deciso di trattare e mostra una certa sicurezza nell’impianto stilistico del film. Gli manca perň la capacita’ di inserire, magari anche solo per piccoli accenni, il clima politico dell’epoca con la sua progressiva marcia verso la dissoluzione. Ci troviamo quindi di fronte a una storia universale (in Romania o altrove l’aborto procurato e’ comunque e sempre un dramma) proposta con una sorta di distaccata partecipazione. In particolare e’ attraverso lo sguardo e la sofferenza di Otilia che partecipiamo al trauma. E’ lei, quasi piu’ che l’amica, a divenire sempre piu’ consapevole del vuoto che la circonda, della solitudine profonda da cui sembra impossibile uscire. Cosi’ quel feto che inizialmente il regista sembra non volerci mostrare ma che poi compare in tutta la sua fragilita’ e’ una sorta di ?doppio’ della protagonista ormai priva di un futuro.
A Torino: Cinema Massimo
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Un film di Lorenzo Cicconi Massi.
Con Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Antonio Catania, Ennio Fantastichini.
Genere Drammatico
- Italia,
2003. Durata 93 minuti circa.
Un film non necessario, mai realmente graffiante o emozionante
Gloria e’ un’adolescente di sedici anni che “deve” sposarsi perche’ incinta. Alessandro e’ un ragazzo addetto alle riprese durante il giorno del matrimonio di lei, che suo malgrado si trova coinvolto nella “fuga” che la ragazza ha pianificato.
di Andrea Chirichelli
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Alessandro, ventenne, si viene a trovare in una brutta situazione: e’ orfano e il peso derivante dal doversi occupare dell’azienda di famiglia e’ troppo gravoso, perciň decide di fuggire e di trovare lavoro come cameraman presso Tonino, curioso ed eccentrico titolare di un’agenzia fotografica specializzata in matrimoni. Gloria, sedicenne costretta a sposarsi a causa di una gravidanza non voluta, e’ anch?essa un’anima ribelle e proprio prima della cerimonia fugge, sfruttando l’involontaria complicita’ di Alessandro, che si trova cosi’ suo malgrado coinvolto in un viaggio verso sud.
Girato nel 2003, Prova a volare esce nelle sale dopo quattro anni, grazie alla presenza taumaturgica e presumibilmente redditizia di “Re Mida” Scamarcio che, a dire il vero, ha gia’ prontamente rinnegato il film, ritenendolo forse poco rappresentativo del suo immenso e smisurato talento. Capricci da divetto a parte, Prova a volare rientra invece perfettamente nella media dei film “carini” italiani che da parecchio tempo occupano stabilmente i cinema nostrani: gradevoli, simpatici, frizzanti, ma nulla di piu’. Mai realmente graffiante o emozionante, il film di Lorenzo Cicconi Massi si caratterizza soprattutto per le performance inappuntabili di Antonio Catania ed Ennio Fantastichini, ottimi caratteristi a servizio di una storia che forse avrebbe dovuto e potuto valorizzarli meglio.
Per contro, l’interessante tematica del contrasto tra adolescenza repressa e ambizione a comprendere il mondo degli adulti resta troppo sullo sfondo, anche a causa della qualita’ discontinua della sceneggiatura che alterna trovate interessanti a banalita’ da fiction. Era un film necessario? Assolutamente no e forse un passaggio diretto televisivo avrebbe permesso di valorizzarlo meglio, ma alle teenager che vorrebbero scappare assieme a Scamarcio potrebbe piacere.
A Torino: Ugc Cine Cite 45° Nord (Moncalieri)
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Un film di Marcus Nispel.
Con Karl Urban, Russell Means, Moon Bloodgood, Jay Tavare, Clancy Brown, Ralf Moeller.
Genere Azione
- USA, Canada,
2007. Durata 99 minuti circa.
Un guerriero fantasma e i poteri magici dello sciamano per una pellicola d’azione prevedibile e priva di pathos
Un giovane vichingo adottato da una famiglia di nativi americani dovra’ scontrarsi con le sue origini.
di Andrea Chirichelli
Consigliato: No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Nord america, passato remoto: dopo una feroce battaglia, un giovanissimo vichingo, unico sopravvissuto degli scontri tra i suoi connazionali e le tribu’ locali, viene adottato dalle comunita’ indiane e cresce come uno di loro. Quando le armate vichinghe ritornano e fanno strage della sua nuova famiglia, Ghost, questo il nome dell’eroe, mette in atto una feroce vendetta.
Pathfinder, sulla carta, avrebbe potuto essere un film interessante e, per certi versi, epico. La storia del conflitto tra due popoli e culture avrebbe, in potenza, permesso interessanti divagazioni storiche e un rilancio in grande stile del genere avventuroso. Purtroppo le cose sono andate diversamente e Marcus Nispel, forse credendo di essere ancora sul set del remake di Non aprite quella porta, mette in scena una serie ininterrotta di cliche’ che gravitano attorno alla figura di Ghost, invincibile protagonista che, dopo aver visto i suoi cari sterminati, trova vendetta, amore ed happy end, lasciandosi alle spalle decine di cadaveri nemici. Nispel ha alcune idee passabili (i ?trip? del protagonista) e la confezione e’ impeccabile, a parte alcuni effetti speciali di scarsa fattura, ma il problema di Pathfinder e’ la sua assoluta e totale prevedibilita’ e cronica assenza di pathos, cui si aggiunge la spesso demenziale rappresentazione degli “invasori” che, ovviamente dotati di elmi con corna sontuose, sembrano arrivare direttamente da una puntata di Viki il vichingo. Grosse perplessita’ suscita anche l’interpretazione di Karl Urban, la cui inespressivita’ ricorda quella del peggior Lundgren.E’ chiaro che pellicole come Conan e Apocalypto, abbastanza simili come struttura narrativa e velleita’ artistiche, sono distanti anni luce da questo che altro non e’, se non un appena passabile divertissiment, ben fotografato, ma grondante banalita’ da ogni fotogramma. Peccato.
A Torino: Ugc Cine Cite 45° Nord (Moncalieri)
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Questo potrebbe essere il primo capitolo di una serie, oppure potrebbe essere l’unico. Dipende, fondamentalmente, da voi. In ogni caso, noi cercheremo di essere efficaci.
Ora, per cominciare, redigeremo una sorta di manifesto, (more…)
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Un film di Ken Kwapis.
Con Robin Williams, Mandy Moore, Christine Taylor, Eric Christian Olsen, Josh Flitter, DeRay Davis, John Krasinski.
Genere Commedia
- USA,
2007. Durata 90 minuti circa.
Regia lineare, buona recitazione per una commedia poco consistente e a tratti noiosa
Un reverendo mette alla prova una coppia in procinto di sposarsi con diverse sfide.
di Claudia Resta
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Ben Murphy (John Krasinski) e Sadie Jones (Mandy Moore) sono fidanzati e vogliono sposarsi subito e vivere insieme felicemente, ma c’e’ un problema: la chiesa frequentata dalla famiglia di Sadie, St. Augustine, e’ guidata dal reverendo Frank (Robin Williams), che non intende benedire l’unione dei due giovani fino a che non avranno frequentato e superato il suo corso di preparazione al matrimonio. Il corso consiste in una serie di stravaganti lezioni, bizzarri compiti a casa e alcune intrusioni nella privacy che mettono a dura prova il rapporto tra i due ragazzi.
Non c’e’ alcun dubbio sul fatto che Robin Williams sia un incredibile attore comico e che il reverendo Frank risulti indubbiamente esilarante ma questo film, commedia dal carattere leggero e familiare, non ha certo colpi di scena o momenti che incollino lo spettatore allo schermo.
La trama e’ lineare, non solo comprensibile ma addirittura costantemente prevedibile, I momenti comici non mancano, ma sono vincolati da forti alti e bassi, da battute piene di spirito e da altre che ne sono alquanto prive, e da fasi di vuoto in cui piu’ che sorridere ci si annoia un po’.
Regia lineare, quindi sorretta da una buona recitazione, trainata soprattutto dalla presenza del premio oscar Williams, che trascina i giovani Krasinski e Moore, un po’ scialbi ma credibili. Una cosa perň e’ certa: anche voi, come i protagonisti, vorrete prendere a pugni il Reverendo Frank, prima della fine del film, in un momento catartico e liberatorio.
A Torino: Cinema Cuore
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Un film di Jessica Bendinger.
Con Jeff Bridges, Missy Peregrym, Vanessa Lengies, Nikki SooHoo, Maddy Curley, Kellan Lutz.
Genere Commedia
- USA,
2006. Durata 105 minuti circa.
Ribelle a 17 anni!
Film made in USA sullo spirito di squadra e sull’amicizia.
di Alessandra Montesanto
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Haley Graham ha 17 anni ed e’ decisamente vivace e irrequieta. Proprio a causa del suo carattere ribelle ha alle sue spalle alcuni pesanti guai con la giustizia anche se, in passato, e’ stata una ginnasta professionista. Dopo la sua ennesima malefatta, il giudice condanna Haley a ritornare nel duro mondo dell’agonismo e a iscriversi di nuovo alla VGA, un’accademia di atleti di Hudson, in Texas, diretta dal leggendario - ormai ex campione olimpico - Burt Vickerman. Haley dovra’ superare l’iniziale ostilita’ delle compagne di scuola e una rigida disciplina per poter partecipare ai campionati nazionali di ginnastica artistica…e non solo.
Vi ricordate Sognando Beckham? Li’ la regista indiana Gurindher Chada insegnava, con una certa furbizia, che il gioco del calcio assomiglia spesso alla Vita e che lo sport puň aiutare a superare le barriere razziali. La regista statunitense Jessica Bendinger risolve i problemi adolescenziali e gli scontri generazionali attraverso scelte narrative scontate: una ragazza problematica - non certo per “colpa” sua, ma sempre a causa della societa’ indifferente ai giovani; un allenatore intransigente, ma con un ruolo paterno (o meglio, paternalistico); un gruppo di compagne che prima non accettano la ragazzina diversa e poi, invece, diventano sue complici e amiche per sempre.
Situazioni banali, slang ormai ripetuti e svuotati di senso, ritmo che - come in tutti i film americani che vorrebbero scavare nel profondo ma non lo fanno - passa dalla coreografia delle evoluzioni ginniche ai primi piani sui monologhi/dialoghi indottrinanti per insegnare ai ragazzi di oggi il valore della lealta’ e del gioco di squadra e per ricordare loro che, anche se si sbaglia, si puň rimediare agli errori: basta rimettersi in riga oppure in fila. Come un atleta oppure come un bravo soldatino.
A Torino: Warner Village Le Fornaci (Beinasco)
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Un film di D.J. Caruso.
Con Shia LaBeouf, David Morse, Sarah Roemer, Carrie-Ann Moss.
Genere Thriller
- USA,
2007. Durata 104 minuti circa.
Perfetto manifesto del thriller dei nostri tempi, prevedibile ma efficace e hitchockiano
Un ragazzo agli arresti domiciliari si convince che il suo vicino di casa sia un serial killer….
di Mattia Nicoletti
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Perso il padre in un incidente stradale a causa sua, Kale vive nell’incubo della colpa. Svogliato negli studi ed estremamente irascibile, quando viene provocato da un insegnante lo colpisce al volto e viene condannato a tre mesi di arresti domiciliari. A casa, perň, non c’e’ molto da fare, se non osservare il mondo esterno dalla finestra della sua camera. La’ fuori tutto si muove, tutto accade, e le persone, nel loro quotidiano, sembrano fare cose interessanti mai notate fino a ora. C’e’ la bella Ashley, appena trasferitasi dalla citta’ con la famiglia, ma anche l’inquietante vicino, il signor Turner, che sembra nascondere dei segreti. Come la sparizione di una donna.
Puň un film studiato a tavolino come un prodotto di marketing essere considerato un buon film? La risposta e’ si’. Gli ingredienti di questo thriller sono semplici ed efficaci. Prima di tutto il voyeurismo, fondamento di vita e di cinema (La finestra sul cortile docet) guidato dall’insaziabile curiosita’ insita nell’animo umano; l’immancabile presenza di un serial killer, che e’ l’attuale marchio di fabbrica del genere, interpretato da un ottimo David Morse (memorabile la sua partecipazione alla serie tv Dr.House); un cast di teen-ager che rappresenta la grossa fetta di pubblico che oggi va al cinema, guidato da Shia LaBoeuf, ormai diventato un idolo delle folle giovanili; l’utilizzo della tecnologia, dai cellulari, ai pc, alle videocamere, che attualizza il binocolo (che comunque viene utilizzato), occhio analogico, in quello digitale-binario.
Messi insieme e centrifugati, questi elementi, creano un film prevedibile nel suo incedere, che segue pedissequamente il modello hitchcockiano, ma che e’, allo stesso tempo, un manifesto perfetto del thriller per le masse dei nostri giorni.
Disturbia, quindi, non aggiunge niente di nuovo al genere, intrattiene senza sorprendere, coinvolge quando deve coinvolgere. In modo scolasticamente ineccepibile. Tanto piu’ se poi il maestro e’ Hitchcock.
A Torino: Ugc Cine Cite 45° Nord (Moncalieri)
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Un film di Hans Horn.
Con Susan May Pratt, Richard Speight Jr., Niklaus Lange, Eric Dane, Ali Hillis, Cameron Richardson, Wolfgang Raach.
Genere Thriller
- Germania,
2006. Durata 95 minuti circa.
Paura e suspence in pieno Oceano
Tre coppie di amici trascorrono insieme una vacanza su uno yacht di lusso. Quando tutti si tuffano in mare per un bagno si diffondera’ il panico.
di Mattia Nicoletti
Consigliato: No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Un gruppo di ragazzi, compagni di college, si ritrova per un’uscita in barca a vela. E’ come rivivere i vecchi tempi, anche se il tempo e’ passato. Qualcuno ha avuto figli, altri si sono messi insieme, altri ancora continuano a inseguire questa o quella bella ragazza. L’amicizia, perň, anche quando dura negli anni, puň scricchiolare quando e’ messa alla prova da situazioni limite. E il mare, quando si confronta con l’uomo, non e’ mai da sottovalutare.
Della tensione di Open Water non rimane nulla. Perche’ Alla deriva si presenta come seguito del primo claustrofobico (un paradosso dato che si svolge in mare aperto) film, proponendo altre situazioni e, naturalmente, altri protagonisti, mantenendo come luogo d’azione la distesa d’acqua. Il confronto a due con il buio mistero del mare e dei suoi abitanti si trasforma in una lotta per la sopravvivenza di alcuni esseri umani che, messi in difficolta’, mostrano tutte le loro debolezze. Relazionali, emozionali, primordiali.
Il mare qui e’ un semplice soggetto passivo, che attende le mosse dei protagonisti, e il loro sfinimento. La tensione e la suspense sono generate da quella salvezza, la barca, che sebbene sia vicino ai personaggi appare irraggiungibile.
Il problema di Alla deriva e’ nella costruzione, negli accadimenti che ripercorrono lo stereotipo horror del gruppo di persone che trascorre il weekend nella casa nel bosco, La casa, Venerdi’ 13 per fare degli esempi che hanno fatto scuola, traslata qui in un’imbarcazione in mare aperto (altro paradosso. Il bosco e’ misterioso per la folta vegetazione che nasconde segreti, il mare e’ misterioso per il nulla a perdita d’occhio). Le situazioni che si presentano, diventano quindi ovvie e ripetute per la durata di quasi due ore.
La presenza di Eric Dane, Dottor Bollore di Grey’s Anatomy, belloccio quanto poco espressivo, non riesce nell’intento di consegnare al pubblico un film, non inguardabile, ma che non supera di certo, per usare una metafora, il livello del mare.
A Torino: Uniplex Luce (Collegno)
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Un film di Raman Hui, Chris Miller.
Genere Animazione
- USA,
2007. Durata 92 minuti circa.
Tra citazioni e sberleffi, il regno delle fiabe come convincente metafora di un mondo cinico e autentico
Nel regno di Molto Molto Lontano, la morte del Re provoca la corsa al suo successore. Sara’ l’orco verde ad andare alla ricerca di un degno erede.
di Pierpaolo Simone
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Dopo i capovolgimenti degli episodi precedenti ? dall’abbandono della palude alle blasonate nozze con la principessa Fiona ? l’orco verde dalle orecchie a forma di trombetta, torna nel piu’ politicamente scorretto dei cartoon per assicurare un degno successore al regno di Molto Molto Lontano. In una Hollywood rovesciata a immagine e somiglianza del mondo delle favole, il povero Re Harold, suocero ranocchio di Shrek e padre di Fiona, viene a mancare improvvisamente alla corte dei suoi cari. L’unico erede al trono, dopo il rifiuto incondizionato di Shrek, sembra essere un ingenuo sbarbatello che risponde al nome di Arthur. Insieme al nobile Gatto con gli stivali (”doppiato” da Antonio Banderas anche in italiano) e al logorroico Ciuchino, i tre eroi partono per una nuova avventura, proprio mentre il Principe Azzurro ? stanco ormai di recitare in una platea indegna della sua bellezza ? e’ pronto a meditar vendetta per riprendersi, insieme ai cattivi di tutti i tempi, il regno perduto.
Metafora di un mondo cinico e senza speranza o semplice divertissement, l’odissea di Shrek regala ancora, nonostante il terzo “compleanno”, un’ora e mezza di spensierata ilarita’, aggiungendo alla gia’ vasta galleria di personaggi, altri memorabili soggetti. Dal Mago Merlino depresso e arteriosclerotico ? complice di un incantesimo malriuscito che mettera’ a dura prova i due baldi aiutanti di Shrek ? al cattivo Capitan Uncino passando per un nano baby sitter, la saga va avanti a suon di risate e immagini spettacolari. Una grafica sempre piu’ accurata sotto il profilo estetico e una storia che regala anche in questo episodio qualche spunto di riflessione, rendono unico questo gioiellino della DreamWorks che continua a far crescere e maturare i suoi protagonisti mettendoli a dura prova con se stessi e col mondo circostante. Se Shrek entra in crisi per un’inaspettata paternita’ (urlata da Fiona sul molo del Porto, prima della partenza), non va meglio al povero signor Gatto, latin lover incallito “costretto” a corteggiare ogni femmina che incrocia il suo cammino. Fra citazioni e sberleffi, il regno delle favole e’ molto molto piu’ reale di quanto pensiate.
A Torino: Nuovo (Villar Perosa)
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