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29 Jul: VENERDI' 30/07 "PEOPLEfromMARS" festa di chiusura

30 Jul: 30/06 Mollo tutto e parto! @ Feltrinelli
30 Jul: 30/07 Rock this town @ Giancarlo2 (Magazzino di Giancarlo)
30 Jul: 30/07 Wainting for...Miscela Rock Festival
30 Jul: Programma Settimanale Ossigeno 2010
30 Jul: 30/07 L'amore è grande @ Acua

31 Jul: 31/07 Club Beat @ -2 Club
31 Jul: 31/07 Enrico Rava @ Monfortinjazz
31 Jul: Assedio 2010 - Suoni e Visioni dal Forte
31 Jul: 31/07 Battle Royale @ Acua

06 Aug: 6/08 U2 @ Stadio Olimpico
17 Sep: 17-18-19/06 Falksound Festival: il suono della periferia

Con l’uscita del nuovo album (il decimo in studio) intitolato “Adventures In Black Sunshineâ€?, gli Incognito, considerati i pionieri della scena britannica dell’Acid Jazz, festeggiano i 25 anni di attività . Sul palco de “Le gru Village” proporranno il loro inconfondibile sound, influenzato dalle suggestive sonorità soul e jazz. INGRESSO GRATUITO
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Dal 1° luglio a inizio settembre la linea 18 diventa bus (pdf) da piazza Carducci a corso Settembrini. Il servizio di navigazione sul fiume Po sara’ sospeso fino a nuova comunicazione a causa dell’abbassamento del livello delle acque. Per tutte le altre variazioni alle linee di trasporto pubblico nel mese di agosto vi invitiamo a consultare il sito di GTT.
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Un film di Darren Lynn Bousman.
Con Tobin Bell, Tim Burd, John Fallon, Dina Meyer, Beverley Mitchell, Emmanuelle Vaugier, Donnie Wahlberg.
Genere Thriller
- USA,
2005. Durata 91 minuti circa.
Secondo capitolo, piatto e noioso, del fortunato horror enigmistico
Jigsaw, psicopatico ideatore dello sterminio delle sue vittime in Saw, e’ tornato per compiere un’altra terribile partita del suo orribile gioco con la vita o con la morte. Altre otto vittime sono pronte a lottare per la vita.
di Giancarlo Zappoli
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
L’enigmista continua il suo sadico gioco con un gruppo di sfortunate vittime rinchiuse insieme e costrette ad uccidersi l’un l’altro. Un detective, Eric Mason, cerchera’ di acciuffarlo. Seconda parte analoga alla prima. Perche’ cambiare stile se c’e’ sempre piu’ gente che ferma l’auto bloccando il traffico per ‘godersi’ la vista delle vittime di incidenti stradali raccapriccianti? Ecco allora il consueto inanellamento di obbrobri sostenuto per di piu’ da una sceneggiatura che per arrivare alla fatidica ora e mezza mette in scena un detective cosi’ poco perspicace che neanche l’ispettore Clouseau. Quello però ci divertiva. Questo invece e’ solo un espediente narrativo che si potrebbe anche saltare. L’horror e il thriller sono generi che ci hanno dato grandi film ma qui la produzione avrebbe dovuto avere coraggio e titolare per capitoli: Efferatezza 1, Efferatezza 2 ecc…Tanto solo di questo si tratta.
A Torino: Warner Village Le Fornaci (Beinasco)
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In questo fine settimana il nuovo sound di Torino è portato in giro per l’italia a farsi onore e a dimostrazione del fatto che quello che si dice in giro sulla scena della nostra città non è affatto una bugia. Iniziamo dai FARMER SEA un’ottima band che gode di ottime recensioni e che ha già partecipato all’ Heineken Jammin Festival (more…)
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Un film di Christopher Smith.
Con Franka Potente, Vas Blackwood, Ken Campbell, Jeremy Sheffield, Paul Rattray, Kelly Scott, Sean Harris, Kathryn Gilfeather, Grant Ibbs, Joe Anderson, Sean De Vrind.
Genere Horror
- Gran Bretagna, Germania,
2005. Durata 85 minuti circa.
Il tuo viaggio termina qui
Una ragazza entra in metropolitana per prendere l’ultimo treno. L’oscurita’ si impossessa di lei, il terrore inizia, e gli inquietanti tunnel della Tube londinese diventano il teatro di un massacro.
di Mattia Nicoletti
Consigliato: Assolutamente No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Il sangue di “saw” la scorsa stagione ci aveva sconvolto con un film in cui il liquido rosso sgorgava copioso, senza motivo, innalzando il dramma a una sorta di gioco per la morte inutile e gratuito. Oggi Creep, che aveva tutte le carte in regola per essere l’anti The descent, film crepuscolare ambientato meravigliosamente nelle profondita’ della terra, diviene un nuovo massacro granguignolesco, tralasciando una sceneggiatura che solo nell’incipit consegna qualche spunto interessante. A Londra, Kate (Franka Potente) deve prendere l’ultimo metrò per lanciarsi in una notte glamour. Perso un treno, dopo essersi addormentata, ne prende un altro al volo, senza rendersi conto della direzione che prendera’. Il treno si ferma, le luci si spengono, e l’oscurita’ prende il sopravvento. L’incubo inizia.
La sensazione claustrofobica della tube londinese, sporca e sgranata, nei primi minuti funziona. Lo sguardo della protagonista e’ perso nel vuoto, dapprima cosciente e poi raggelato dalla paura e dagli eventi che si susseguono. La narrazione iniziata senza concessioni all’horror piu’ splatter, si trasforma nel corso del tempo in bagno di sangue senza un motivo realmente plausibile, cosi’ come la presenza mostruosa e’ manifestazione pura dell’estremo ricorso all’effetto visivo. Creep non rappresenta la paura, rappresenta un gusto del cinema erroneo e gratuito non capace di spaventare e tenere lo spettatore incollato alla sedia con la suspense piu’ classica, sempre piu’ assente dai nostri schermi.
A Torino: Warner Village Le Fornaci (Beinasco)
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Un film di Michael Katleman.
Con Dominic Purcell, Orlando Jones, Brooke Langton, Jürgen Prochnow.
Genere Avventura
- USA,
2007. Durata 93 minuti circa.
Tra horror, action e fantastico, un film avventuroso ispirato a una storia vera con alcuni momenti eccellenti
Un produttore televisivo e la sua troupe si recano in Sud Africa per riprendere (e catturare) uno strano essere.
di Tirza Bonifazi Tognazzi
Un gruppo di reporter americani viene inviato in Burundi alla ricerca di un enorme coccodrillo che negli ultimi tempi ha catalizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo per via della sua natura assassina. Giunta in Africa la troupe scoprira’ che Gustave (il nome attribuito al famelico animale) non e’ l’unico pericolo che dovra’ affrontare.
Ispirato a una storia vera che sa di leggenda, il film del regista televisivo Michael Katleman (Una mamma per amica, Smallville, Tru Calling) e’ stato lungamente pubblicizzato come horror. Paura primordiale possiede i canoni del genere - la tensione e’ alimentata in continuazione da inquadrature subliminali a lasciare intendere che il pericolo e’ in agguato, costantemente - ma si misura anche con l’action movie, che sfocia nel fantastico, e con il tema dei diritti umani. La guerra civile e il genocidio delle due maggiori etnie del Paese si sovrappongono alla narrazione dando luogo a un sincronismo pertinente in un momento in cui il cinema hollywoodiano ha deciso di aprire gli occhi su quanto succede (o e’ successo) in Africa (basti ricordare i recenti Lord Of War, Blood Diamond - Diamanti di sangue e L’ultimo re di Scozia). Tutto ciò però non e’ sufficiente per farne un film di valore assoluto. Innanzitutto perche’ i personaggi sono alquanto stereotipati e sembrano ricalcati sulle personalita’ dei protagonisti dello Squalo, che peraltro ha ispirato gran parte dei meccanismi di caccia, finanche il modo in cui la guida del gruppo decide di far fuori la bestia. In secondo luogo perche’ non appare possibile che un coccodrillo di circa otto metri di lunghezza e del peso di una tonnellata possa muoversi con tanta agilita’ nella savana, fuori dall’acqua. E quando, in due occasioni, l’animale si trasforma da “serial killer” a protettore dei nostri si rasenta la comicita’. Tuttavia il film di Katleman offre diversi momenti eccellenti, fotografati con cura, e un cast di attori (i televisivi Dominic “Prison Break” Purcell e Brooke “Melrose Place” Langton e Orlando Jones) che risultano davvero convincenti anche fuori dal loro habitat naturale, specie nell’esternare la paura primordiale.
A Torino: Cinema Ideal Cityplex
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Un film di Michael Mayer.
Con Alison Lohman, Tim McGraw, Maria Bello, Ryan Kwanten.
Genere Drammatico
- Gran Bretagna, USA,
2006. Durata 95 minuti circa.
L’amicizia tra una ragazza e il suo cavallo in una storia di formazione scorrevole, intensa ed educativa
Una ragazza del Wyoming addomestica un cavallo selvaggio per dimostrare al padre la sua maturita’.
di Claudia Resta
Aggiornato, riveduto e corretto, Flicka e’ la rivisitazione in chiave contemporanea di un romanzo che non risente dei suoi 65 anni e di due serie televisive omonime, che ottennero grande successo negli USA a meta’ degli anni ‘50. Non si tratta, tuttavia, di un vero e proprio remake, perche’ gli autori hanno preferito un’ottica emotiva e sentimentale a quella tipica del vecchio west della forma originaria.
La trama si snoda intorno al personaggio di Katy McLaughlin (Alison Lohman), una studentessa 16enne che torna a casa dalla famiglia nel Wyoming. E’ carina, testarda e indecisa, decisamente non la studentessa di buona famiglia che appare a una prima occhiata, e si sente oppressa dalla mentalita’ tradizionalista del padre Rob (Tim McGraw), che cerca di allevare cavalli sull’appezzamento di terra ereditato dai parenti, con l’aiuto della moglie Nell (Maria Bello). L’atteggiamento di Katy diviene esasperante quando, oltre a rischiare di ripetere l’anno scolastico, decide di domare un mustang nero, Flicka, contrariamente a quanto ordinatole dal padre. Insieme subiranno varie trasformazioni caratteriali, che le porteranno a essere una coppia affiatata e vincente.
Il mutamento del west si riflette appieno nelle scelte di regia di Michael Mayer: per quanto la tecnica non sia ancora perfetta, le variazioni drammatiche della trama scivolano leggere sulla fotografia scura ed emotiva di James Muro. Anche il montaggio e’ ritmato e rapido quanto necessario e Aaron Zimmerman ha dato del suo meglio, componendo musiche di sottofondo originali e non eccessivamente romantiche.
Alison Lohman, nonostante i 25 anni compiuti alla data d’inizio delle riprese, e’ comunque credibile nel ruolo di Katy e riesce a mantenere ugualmente la profondita’ del mutamento della ragazza, aiutata anche dall’esperienza scenica di un McGraw in gran forma e dalla buona performance di Maria Bello, che da’ spessore a un personaggio che poteva facilmente scivolare nel banale.
A Torino: Ugc Cine Cite 45° Nord (Moncalieri)
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Un film di Angelo Frezza.
Con Maria Grazia Cucinotta, Adolfo Margiotta, Corrado Calda, Pietro Sermonti, Joanna Moskwa, Elisabetta De Palo, Marco Messeri, Angelo Orlando.
Genere Commedia
- Italia,
2007. Durata 96 minuti circa.
Un’ora e mezzo di comicita’ allo stato puro, senza volgarita’, sull’italiano medio
Corrado, agente immobiliare in disgrazia, si vede costretto ad organizzare all’improvviso una cena a casa sua per la vendita di un grosso immobile. Ma la cena preparata dalla moglie all’ultimo momento riserva una sorpresa?
di Pierpaolo Simone
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Metti una sera a cena un immobiliarista col vizietto, una giovane moglie insoddisfatta, un promotore finanziario che stordisce le sue vittime con una parlantina agghiacciante, aggiungete un presunto cavaliere arricchitosi con l’eredita’ lasciatagli in dote dalla perfida nonna, ed eccovi servita una commedia gradevole e originale girata dall’esordiente Angelo Frezza. Sweet Sweet Maria, film anomalo nel panorama cinematografico nazionale, girato a basso costo e con un cast di attori bravissimi, regala un’ora e mezzo di comicita’ allo stato puro, creando un mix di intrattenimento e risate che rende davvero gradevole il composto finale. Corrado, un agente immobiliare in bolletta, tenta di concludere l’affare della sua vita con la vendita di “Villa Lorenzetti”, passepartout che apre le porte di tutte le illusioni, comprese quelle di due soci sgangherati ? un perdigiorno senza qualita’ e un promettente giovane dell’alta finanza ? disposti a fare follie pur di entrare in possesso dell’agognata villa. Purtroppo, a complicare le cose, c’e’ un ingrediente segreto - provate a immaginare quale - che irrompe nello sformato di verdure preparato appositamente per la cena d’affari, rendendo tutti un po’ piu’ frivoli e naturali.
La pellicola di Angelo Frezza ha il grande pregio di affidarsi a un pretesto narrativo, una piantina di marijuana, per snocciolare al proprio interno vizi e virtu’ dell’italiano medio, sempre pronto a ingannare il prossimo e a ostentare la propria cultura in quiz televisivi, nascondendosi dietro maschere talmente logore da svanire in un sol boccone. Tante le citazioni, a partire da un American Beauty in chiave nostrana fino a raggiungere gli apici della risata in una cena dei cretini che trasforma il verde bifamiliare in una commedia dell’arte attualizzata e godibilissima. Due stelle per l’impegno, un’altra - invece - per aver osato allontanarsi, con successo, dai canoni vanziniani del tutto compreso, riuscendo in un’impresa titanica: far ridere il proprio pubblico senza ricorrere a corpi nudi e volgarita’. Applauso.
A Torino: Cinema Empire
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Un film di Josh Gordon, Will Speck.
Con Will Ferrell, Jon Heder, Will Arnett, Amy Poehler, Craig T. Nelson, Jenna Fischer, William Fichtner, Romany Malco, Nick Swardson, Rob Corddry.
Genere Sportivo
- USA,
2007. Durata 93 minuti circa.
Gag demenziali e nonsense per un’irresistibile coppia comica
Un pattinatore un po’ matto costretto per anni al ritiro, torna a gareggiare col suo acerrimo nemico.
di Gabriele Niola
Il mondo del pattinaggio maschile e’ dominato da due atleti americani, Jimmy MacElroy e Chazz Michael Michaels, due pattinatori dai caratteri opposti che non si possono vedere. Uno e’ una giovane promessa, timido ed effemminato, mentre l’altro e’ un improvvisatore nato, drogato di sesso ed esuberante. La scintilla scoppia quando durante una gara finiscono pari merito vincendo entrambi la medaglia d’oro e scatenano una rissa sul podio. Banditi dalla federazione di pattinaggio si dedicano a lavori minori con esiti umilianti fino a che la scoperta di un cavillo legale li mettera’ insieme, nulla infatti vieta loro di competere insieme nel pattinaggio a coppie. Prima però dovranno imparare a convivere.
Il cinema demenziale americano, quello figlio del Saturday Night Live che spesso si nutre dei comici che da li’ provengono (come Will Ferrell) arriva in Italia a singhiozzi, cosi’ e’ piu’ difficile per il nostro pubblico conoscerne i principali interpreti e le caratteristiche basilari.
Blades of Glory tuttavia e’ un perfetto esempio di questo modo industriale di produrre film: si prende una disciplina sportiva o un microcosmo specifico e se ne sfruttano tutte le situazioni comiche secondo una struttura che e’ sempre uguale a se stessa (presentazione, sconfitta/dramma, allenamento/ideazione di un piano, vittoria finale) e si incentra tutto sulla comicita’ individuale degli attori che di volta in volta sono coinvolti nella pellicola.
Dopo che e’ stato il turno di Adam Sandler e di Ben Stiller ora sotto i riflettori c’e’ Will Ferrell, un abbonato del genere gia’ visto da noi in Ricky Bobby e Old School, e Jon Heder, giovane promessa del cinema comico americano ancora poco conosciuto in Italia per la mancata uscita di School Of Scoundrels e la scarsa visibilita’ nelle nostre sale del cult americano che l’ha rivelato: Napoleon Dynamite. A dirigere ci sono due mestieranti che si limitano ad inquadrare di volta in volta chi sta parlando.
Se dunque la messa in scena non regala nulla di nuovo e la sceneggiatura e’ un pretesto, sono i due comici a costituire la struttura su cui si regge il film. E infatti dopo una prima parte un po’ fiacca le gag cominciano ad ingranare quando i due entrano in contatto. In questo caso e’ Jon Heder ad adattarsi allo stile comico del partner e non viceversa; Blades of Glory infatti e’ piu’ incentrato sull’umorismo scatologico (ma non slapstick nel senso classico) ed esagerato di Ferrell che sulle gag di “situazione” di Heder, cosa che regala al primo i momenti piu’ divertenti.
Da notare il finale assolutamente non-sense, una concessione coraggiosa e in fondo ragionevole che raramente si ha modo di apprezzare in questo tipo di film.
A Torino: Cinema Pathe’ Lingotto
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Un film di Mark Neveldine, Brian Taylor.
Con Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo, Efren Ramirez, Dwight Yoakam, Carlos Sanz, Jay Xcala, Keone Young.
Genere Azione
- USA,
2006. Durata 84 minuti circa.
Un action movie ironico e adrenalinico che stupisce gli occhi e de-fribilla il cuore
Chev Chelios e’ un killer che ha smesso di uccidere per amore della bella Eve. Ma il boss dei duri e cattivi malavitosi della West Coast non ci sta e lo condanna a una morte singolare.
di Marzia Gandolfi
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Chev Chelios e’ un killer che ha smesso di uccidere per amore della bella Eve. Ma il boss dei duri e cattivi malavitosi della West Coast non ci sta e lo condanna a una morte singolare. Durante il sonno, lo schizzato Ricky Verona inietta a Chev un veleno che arresta il cuore. Per sopravvivere il suo corpo dovra’ costantemente rilasciare adrenalina. Far reagire il cuore, creando situazioni di stress, sara’ la missione del killer pentito. Lecito e vitale qualsiasi espediente: provocare afroamericani incazzati e armati, guidare in un centro commerciale, scolare Red Bull, cavalcare una moto o possedere la compagna sui marciapiedi di Los Angeles.
Se il cinema commerciale americano e’ in crisi, Crank, dei debuttanti Mark Neveldine e Brian Taylor, e’ certamente l’antidoto in grado di rianimare i modelli estetici del cinema d’azione e di cogliere i mutamenti sociali e culturali che l’industria dello spettacolo ha mancato di metabolizzare. L’opera prima e iperattiva degli ex pubblicitari e’ capace di costruire uno spettacolo di qualita’ dagli standard altissimi, sperimentando in maniera audace e (decisamente) adrenalinica nuove formule di intrattenimento.
Il sentimentalismo congiunto all’action, l’uso dello split screen depalmiano, il montaggio serrato, la narrazione in tempo reale, il ruolo centrale delle locations (Los Angeles) sono alcuni degli elementi che Crank recupera al cinema passando per la fiction televisiva e attraverso la specificita’ del mezzo televisivo. Il plot e’ noto, come pure il “die hard” protagonista: un (anti)eroe ruvido capace di bloccare da solo l’azione di cattivi perfettamente equipaggiati. L’unicita’ di Crank va cercata piuttosto nella capacita’ di riciclare stereotipi, battute e ammiccamenti al recentissimo action seriale. Dalle TV-series il film recupera (anche) il tema della morte spinta ai confini del rappresentabile, mutando il rapporto con il corpo fino a renderlo osservabile dall’interno, fino a penetrarlo e a esplorarlo come fosse un universo virtuale.
Jason Statham, il formidabile (ex) tuffatore britannico, e’ il corpo eroico e vulnerabile di un killer che manda a morte in maniera spettacolare i malvagi di Verona. Girato con un’incredibile senso del ritmo e dei tempi, Crank rinnova l’appeal dell’action nei confronti del pubblico. Nel film il gesto violento, la rivelazione della materialita’ del corpo euforico (conseguenza dell’abuso di epinefrina) e di quello pornografico (l’amplesso esibito mentre si esibisce), sono visceralmente legati alla necessita’ di vedere. Detta e mostrata con distacco ironico tutta la violenza, non resta che contare i morti e riesumarli nei titoli di coda.
A Torino: Ugc Cine Cite 45° Nord (Moncalieri)
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Il Progetto “Love Artom – di un quartiere ci si innamoraâ€? presenta Live Artom. Per tre venerdì consecutivi, il 20, il 27 Luglio e il 3 Agosto, dalle ore 21, il riscatto di un quartiere diventato non solo vivibile ma anche vivo e ricco di iniziative e appuntamenti culturali avviene a suon di musica. (more…)
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Inserendo un indirizzo cittadino e’ possibile visualizzare l’elenco dei negozi di alimentari, bar/ristoranti, distributori di carburante o farmacie aperti in citta’ durante il periodo estivo e vicini al punto di interesse scelto. Gli esercizi commerciali aperti possono essere visualizzati anche sulla mappa della citta’ o in formato RSS.
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Un film di Judd Apatow.
Con Steve Carell, Catherine Keener, Paul Rudd, Romany Malco, Seth Rogen, Leslie Mann, Elizabeth Banks, Elizabeth DeCicco, Kat Dennings, Marika Dominczyk, Shelley Malil, Loren Berman.
Genere Commedia
- USA,
2005. Durata 116 minuti circa.
Meglio tardi che mai
Andy Stitzer a 40 anni ha perso diverse ragazze, ma c’e’ una cosa che probabilmente non perdera’ mai: la verginita’. Finche’ i suoi amici non se ne accorgono. Un film che vi tocchera’ dove non vi hanno mai toccato!
di Andrea Chirichelli
Consigliato: Ni’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Andy Stitzer ha un lavoro sicuro in un negozio di elettronica e una notevole collezione di action figure, ma ha un “problema”: a quarant’anni e’ ancora vergine. Quando i suoi colleghi lo scoprono, faranno di tutto per portarlo al fatidico obiettivo…
Se il flano di lancio dimostra una volgarita’ gratuita di matrice interamente italiana (Piu’ aspetti, piu’ sara’ duro), 40 anni vergine, pur concendosi piu’ di una scena non propriamente da educande, riesce a mostrare in modo divertente e divertito il classico problema che nessuno vorrebbe mai ammettere. Se la comicita’ e’ spesso di grana grossa, alcuni elementi del film, come la caratterizzazione del luogo di lavoro e dei compagni/amici del protagonista, la bella presenza di una invecchiata ma sempre affascinante Catherine Keener ed alcune “riflessioni” indovinate, innalzano 40 anni vergine una spanna sopra altri film del genere.
Leggero e spesso divertente, 40 anni vergine, non lascia nulla se non una risata a denti stretti ed il perenne ricordo, almeno per la maggioranza della popolazione maschile under 40, della casa dei propri sogni (ovvero quella del protagonista…vedere per credere!). Si e’ visto di peggio.
A Torino: Warner Village Le Fornaci (Beinasco)
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Un film di James Wan.
Con Danny Glover, Monica Potter, Cary Elwes, Michael Emerson, Tobin Bell, Ken Leung, Makenzie Vega, Shawnee Smith, Benito Martinez, Dina Meyer, Leigh Whannell.
Genere Thriller
- USA,
2004. Durata 100 minuti circa.
La paura e’ davanti a te
Due uomini si trovano in una stanza, uno contro l’altro. Si conoscono, si fidano, si odiano. E la voce registrata di una terza persona, di uno sconosciuto, li inquieta, li conduce al limite, ai confini della morte.
di Mattia Nicoletti
Consigliato: Si’ *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Una stanza livida, sporca. Due uomini incatenati ai due lati, distanti, che non sanno perche’ si trovano in quel luogo, e un corpo senza vita tra di loro, al centro di quello spazio spettrale. Una voce sconosciuta, attimo dopo attimo, centellina loro indizi, che svelano le loro identita’, i loro segreti, il loro passato, schierandoli senza via di scampo l?uno contro l?altro.
Oggi il cinema horror vive un momento complesso, sia in termini di creativita’ (gli stereotipi del genere sono sempre in agguato e banalizzano gran parte dei film) che in termini di comunicazione, poiche’ la carica di violenza e di efferatezze che connotano i lungometraggi, sono oggetto di discussione soprattutto in relazione al pubblico giovane che ne e’ attratto e affascinato.
E’ palese che tanto piu’ le situazioni sono assurde e poco verificabili, tanto piu’ l?evasione della realta’ anche se densa di sangue, di atroci assassini, di serial killer, ha una valenza principalmente ?positiva?, forma di liberazione della tensione direttamente sul grande schermo. Quando però la violenza e’ gratuita, utilizzata non come mezzo narrativo, ma come semplice effettaccio, la sua giustificazione diviene difficile.
Saw ? L?enigmista, e’ un film che ha fatto discutere, mettendo lo spettatore di fronte a posizioni mentali al limite, dirette alla semplice sopravvivenza, a cui si tende senza mezzi termini (si pensi ai protagonisti di Alive, costretti, per continuare a sperare, a mangiare carne umana, fra l?altro di persone amiche). Questo status mentale e’ nell?incipit dell?opera di James Wan, che costruisce un?ambientazione e un?atmosfera claustrofobiche, ponendo due uomini, uno di fronte all?altro in condizioni di impossibilita’ di agire. E’ qui che l?inquietudine di Saw ? L?enigmista e’ vincente, sebbene estrema. Nel susseguirsi degli eventi, la sceneggiatura si trasforma e si perde nei canoni del genere, diluendo l?impatto e la forza iniziale in una storia di ordinaria follia, con una dose non indifferente di splatter. Qui si pone il dilemma di quanto un film debba venire valutato per gli elementi positivi, e quanto invece lo sviluppo della trama possa influire pesantemente sul giudizio finale.
Saw ? L?enigmista, parte da un?ottima idea, su cui ha costruito la campagna di comunicazione, ma non e’ sufficiente per dichiarare che sia un?opera totalmente riuscita. Nel cinema, bisogna esplorare strade nuove, quando però si ha di fronte un bivio, scegliere quello giusto e’ un?impresa ardua quasi come la sopravvivenza.
A Torino: Warner Village Le Fornaci (Beinasco)
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Un film di J.S. Cardone.
Con Lori Heuring, Scout Taylor-Compton, Chloe Moretz, Geoffrey Lewis.
Genere Horror
- USA,
2006. Durata 94 minuti circa.
Piu’ che un horror un potenziale racconto esoterico
Karen Tunney, rimasta vedova di recente, e le sue due figlie, Sarah ed Emma, traslocano in una piccola cittadina sulle montagne della Pennsylvania, in cui Karen ha ereditato una casa da alcuni lontani parenti del marito. Non sa che il cottage e’ poco distante da una vecchia miniera abbandonata in cui, nel 1913, un terribile incidente in miniera intrappolò vivi sotto terra dozzine di bambini, venduti come schiavi lavoratori dalle loro stesse famiglie ad un barone locale. In breve Emma fa amicizia con una bambina del posto, senza capire che e’ uno zombie, e scompare una notte. Karen muove mari e monti per trovare la piccola, coinvolgendo anche le persone del posto. C’e’ un problema, però: i bambini sepolti nella miniera sono ancora vivi, e la famiglia si trova in pasto a terrificanti mostri, tornati per vendicare la loro morte prematura.
Indubbiamente siamo di fronte ad uno dei cliche’ della storia dell’horror, se non fosse che il potenziale di terrore viene sprecato quasi completamente, per la scelta controcorrente del regista Cardone di non far vedere nessun dettaglio eccessivamente sanguinolento, onde evitare di spaventare il pubblico. Ciò nonostante, negli USA la pellicola si e’ ritrovata bollata come “film per adulti” per via dell’uso di droghe e di alcol da parte dei teenager. Un taglio, quindi, che va a detrimento della narrazione, senza aggiungere alcun beneficio, rivelandosi piu’ che un horror un potenziale racconto esoterico.
L’interprete principale, Lori Heuring, non mette in mostra doti recitative particolari, al di la’ di alcune alzate di sopracciglio e di un paio di sguardi in macchina. Non aiuta nemmeno la presenza di Ben Cross e Geoffrey Lewis, due decani dei B-movies, intrappolati in ruoli opachi e troppo brevi.
La regia, peraltro, si rivela incredibilmente inerte, decisamente convenzionale ed in alcuni momenti fin troppo noiosa. I costumi sono inadatti alle scene: gli zombie bambini che scavano nelle miniere sono vestiti a festa, il trucco e’ sempre impeccabile e senza sbavature. Nemmeno il ritmo, non particolarmente serrato, riesce a salvare questa pellicola dall’essere bollata come un film da prendere al massimo a noleggio, ma non certo degno di una lunga presenza nelle sale cinematografiche.
A Torino: Cinema Medusa Multicinema
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Un film di Eduardo Sánchez.
Con Paul McCarthy-Boyington, Brad William Henke, Adam Kaufman, Catherine Mangan, Mike C. Williams.
Genere Horror
- USA,
2006. Durata 85 minuti circa.
Miscela di horror, splatter e fantascienza da film di cassetta
Quattro uomini tornano dopo quindici anni nel luogo in cui erano stati rapiti dagli alieni.
di Letizia della Luna
Negli intricati, bui e labirintici boschi della Florida una storia di uomini e alieni. Quindici anni fa proprio in quei boschi cinque amici erano stati catturati e rapiti da misteriosi extraterrestri, alieni malvagi e dalle sembianze terrificanti. Uno di loro venne ucciso e cosi’ oggi tre degli amici tornano nel bosco per vendicare l’accaduto: riescono a catturare un alieno e lo nascondono nella casa del quarto amico che oramai tenta di dimenticare la terribile esperienza, vivendo serenamente con la moglie. L’alieno a un certo momento riesce a liberarsi e per la donna e i quattro amici iniziera’ un nuovo incubo dal quale doversi velocemente liberare.
Il regista di origini cubane Eduardo Sánchez, co-regista/sceneggiatore/montatore di quel grandioso fenomeno mediatico che fu nel 1999 The Blair Witch Project torna, a distanza di diversi anni, a dirigere una nuova pellicola dell’orrore: l’ambientazione prediletta sono sempre i boschi, che imprimono nel film una sensazione immediata di oscurita’ e possibile paura, come d’altronde e’ nei piu’ classici canoni orrorifici.
In questa nuova pellicola, di scarso valore sia estetico che contenutistico, che strizza l’occhio a tutti i piu’ banali cliche’ del genere horror (dalla musica alla fotografia) l’elemento sicuramente piu’ interessante e’ la miscela di elementi horror, splatter e fantascienza, che ben amalgamati vengono a creare un film che, seppur non riesca a superare i limiti del prodotto di cassetta da distribuire in sordina d’estate rispolverando i magazzini, ha comunque un tocco di originalita’ apprezzabile e una spinta verso scelte registiche personali che fanno sembrare di tanto in tanto di trovarsi davanti a una pellicola seppur minimamente diversa dall’infornata di horror estivi che ogni anno viene ciclicamente riproposta. Assolutamente trascurabile il cast, formato per lo piu’ da esordienti, da stunt o da caratteristi senza particolari doti recitative.
A Torino: Cinema Pathe’ Lingotto
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Kutfaces + Pongo + La pioggia + No gravity + Somebody Killed Kenny
per la rassegna murazzi underground al PuddhuBar.
Dalle 21:30 ingresso libero
PuddhuBar Murazzi Lato Dx
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